"Dime de qué presumes y te diré de qué careces" (Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò che cosa ti manca)

giovedì, marzo 30, 2006

Sinistre a confronto

Prima puntata: Qualche mese fa, sui mercati finanziari. Telefónica, operatore di telefonia mobile spagnolo, compra O2, operatore di telefonia mobile inglese. Tony Blair non batte ciglio.

Seconda puntata: ieri al confronto Fini-Fassino. Il primo fa notare la contraddizione di molte, troppe cooperative che godono di agevolazioni fiscali pur comportandosi come delle holding; il secondo osserva che senza i supermercati Coop (Pubblicità occulta?) il settore sarebbe tutto in mano ad operatori stranieri.

domenica, marzo 26, 2006

Ad "In 1/2 ora" la qualità la fa l' intervistato.

Ho appena visto "In 1/2 ora" su Raitre (A parte i Simpson, l' unica rete che guardo). L' intervistato era Piero Fassino (Che strano... a quattro settimane dal voto Berlusconi, a tre Rutelli, a due Fassino ad una Prodi).
Devo dire la verità: non mi è piaciuta. Mi ero appassionato aquel programma con le interviste a Fini, Casini e Berlusconi, quelle ad esponenti del centrosinistra sono una noia mortale. Con Bertinotti mi addormentai, con Rutelli me ne fregai.
Ma quello che volevo sottolineare è stata la frase di chiusura di oggi.

Fassino: -come ha visto non mi sono allontanato...
Annunziata: -Beh, sono stata buona con lei, Fassino, il che ci verrà rimproverato...

Non ti rimprovero nulla, Lucia. Tu puoi fare quel kaiser che vuoi. Ma ciò non toglie che tu sia solo una poveretta.

venerdì, marzo 24, 2006

Il raffinato piacere della provocazione

Premessa: oggi a Padova avrebbe dovuto tenersi un comizio di Fiamma Tricolore, in una piazza anche troppo vicina al centro. Data la reazione da parte dei centri sociali è stato ritenuto opportuno, da parte del prefetto, annullare l' autorizzazione. Oggi magari succederà qualcosa, intanto racconto quel che mi è successo mercoledì sera.

Quel giorno si erano laureati tre miei amici, una tripla occasione per ubriacarsi, e decidemmo concludere la serata in Piazza delle Erbe. Quella sera la piazza era movimentata dalla presenza di gente del Centro Sociale Occupato "Pedro" che chiamava la città alla mobilitazione generale contro l' invasione fascista di venerdì sera. Spiccava uno striscione appeso alle colonne del porticato di fronte a Palazzo della Ragione, che riportava uno dei soliti slogan ad effetto: "L' antifascismo non si arresta" o qualcosa del genere (retorica, tanto per intenderci).
Potrei dire che in quel momento ero ubriaco, ma la verità è che in qualsiasi momento sono stronzo. Presi il mio tratto marker rosso (già usato per disegnare il sangue grondante dalle mani di Diliberto in manifesti annuncianti un suo comizio) ed andai a scrivere sullo striscione la sublime frase (equivalente a 0,6 orgasmi) di Ennio Flaiano: "I fascisti in Italia si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"... appena finita ¡apriti cielo! Mi trovai circondato. "CHE CAZZO SCRIVI?" "MI DAI DEL FASCISTA?" "CANCELLA SUBITO QUEL CHE HAI SCRITTO!" VUOI CHE TI PRENDA A BOTTE?" Spintoni, insulti e minacce.
La mia risposta è stata semplice: "Mi vuoi prendere a botte? Questo mi sembra un comportamento abbastanza fascista."
"NON ME NE FREGA UN CAZZO SE È UN COMPORTAMENTO FASCISTA: SUL MIO STRISCIONE NON SCRIVI" (detto da gente che vuole l' abolizione della proprietà privata fa ridere, ammesso che non si limiti a volere solo l' abolizione della proprietà privata altrui).
Cercai di spiegargli: "Ascoltami: se sequestrano i server ad Indymedia io sono dalla parte di Indymedia. Se volessero togliere frequenze a Radio Sherwood io sono dalla parte di Radio Sherwood. Se licenziano Biagi, Santoro e Luttazzi (Vabbè, non è andata così, ma se si parla a certa gente bisogna anche abbassarsi al suo livello) sono dalla loro parte". Avrei voluto aggiungere anche "E se qualcuno cerca di tappare la bocca a Fiamma Tricolore con la violenza, io sono dalla parte di Fiamma Tricolore", ma mi interruppero "Va' a dirlo ai fascisti, vediamo cosa ti dicono!" "Adesso cancelli quel che hai scritto" "E se io non volessi?" "Ti prendo a botte" Va bene, prendimi a botte, dái" Mi stavano per togliere gli occhiali, ma non glielo permisi, me li tolsi io.
Non mi presero a botte. Si dissero "lascialo stare, è solo un provocatore", "se ti prendessimo a botte ti daremmo quel che vuoi"... il che è interessante. Colui che usa la ragione, che ragiona (Non dico di aver ragione, magari hanno ragione loro, non so) è un provocatore. Gli dissi "D' accordo, la cancello". Non si nascondeva la frase: era un po' come coprire quel che avevo appena scritto con un pennarello scarico, ma andai fino in fondo: coprii tutto e me ne andai dicendo "A casa mia questa si chiama censura". E me ne andai a continuare a bere con la testa alta. Questo è quel che loro chiamano democrazia. Ne aveva già parlato qualcun altro, e meglio di me, ma è fare cose come queste a darti l' orgoglio di essere moralmente inferiore.

lunedì, marzo 20, 2006

La dittatura della stupidità.

La stupidità dei politici è risaputa. Benché una delle leggi della stupidità dica "La percentuale di cretini è la stessa in ogni categoria sociale" viene il dubbio che la categoria dei politici sia un' eccezione per eccedenza. Per questo quando si esce dalla classe politica si spera che la percentuale di cretini sia minore.
Poi però vieni a sapere che hanno censurato lo spot dell' Amica Chips, e capisci che la legge di cui sopra è sempre corretta, soltanto che i cretini sono più di quel che si crede. Sì, hanno censurato la pubblicità dell' Amica Chips, quella con Rocco Siffredi, che mi sono scaricato sull' eMule e che riguardo ogni volta che ho un momento di depressione.
Ai commenti del Sorvegliato Speciale e del Corriere, vorrei aggiungere solo questo: che se la censura è una pratica comune nei regimi illiberali, allora senza che ce ne accorgessimo, viviamo sotto una occulta dittatura della stupidità.
La definizione di "stupido" è: "Persona che causa un danno ad un altro provocando un danno a se stesso".
Il danno ad altri quelli del Moige l' hanno fatto privando l' Italia di uno spot sagace, condito da piccanti doppi sensi e tutto sommato per niente volgare (Con l' abbondanza di tette messe nelle pubblicità solo per far vendere di più, lì non si vedeva un capezzolo [femminile] che fosse uno). Il danno a se stessi l' hanno fatto dando bella mostra del proprio bigottismo.
E dell' intasamento della loro casella di posta dovuto alle lettere di protesta.

venerdì, marzo 17, 2006

Adoro questa donna

http://womenshistory.about.com/od/quotes/a/m_thatcher.htm

Lettera a Severgnini, che non verrà pubblicata

BEPPEEEEE! NO! Ieri Millich ti ha scritto che se il centrodestra perdesse le elezioni avremmo un' italia monocolore, tu gli hai risposto (riassumendo) che tutto sommato giornali, enti, sindacati e Confindustria non hanno poi tutti i torti a sostenere il centrosinistra, visto che dall' altra parte c' è Berlusconi. Sono d' accordo: Berlusconi è un' anomalia che va superata, ma ciò non toglie che se per superarla diamo il Governo al centrosinistra equivarrà a dargli l' unico potere che gli manca.Rispondi piuttosto alle provocazioni di Millich: Non è vero che la stampa italiana è all' 85% schierata a sinistra? Non c' è forse il rischio che il centrosinistra amputerebbe una rete a Mediaset? (Come se poi tg4 e Studio Aperto avessero questi grandi ascolti) Non è forse vero che i sindacati hanno posizioni pregiudiziali verso la destra? Non è sospetta la puntualità dei guai giudiziari per Berlusconi, che si presentano sempre alla vigilia delle elezioni? Non è scandaloso che Repubblica venga distribuita gratuitamente in 8000 scuole, per educare i giovani al conformismo-da-pensiero-unico? (Fosse stato il Corriere di una volta, ma ormai non più...)Rispondimi, non tergiversare.

domenica, marzo 12, 2006

Berlusconi non fa altro che deludermi

Caro (¿?) Berlusconi, mi deludi.
Meriti di perdere.

Prima parte: venerdì 10 marzo, a Matrix Berlusconi ha di fronte Diliberto. Dopo una prima parte riguardo all' istruzione Mentana propone ai duellanti di parlare della riforma del mercato del lavoro. Invece i due si mettono in una discussione sterile su fascismo, comunismo, chi ha fatto più morti, chi ha avuto più incarcerati...
Silvio, idiota, perché regali a Diliberto "Il libro nero del comunismo"? Tanto non lo leggerà, e se anche lo leggesse non cambierà idea. Parla del mercato del lavoro, piuttosto. Era così facile: bastava dirgli "Caro (¿?) Oliviero, in Italia le imprese non assumono perché è più facile divorziare dal proprio coniuge che licenziare un dipendente a tempo indeterminato, per negligente che sia. Il mio torto non è stato fare la legge Biagi/30, è stato non riformare, o addirittura abolire, lo Statuto dei Lavoratori. E non solo l' art. 18"
Macché... Parlano ancora di roba di sessant' anni fa. E Diliberto risponde "Vedete? Non vuole parlare della situazione attuale del lavoro, preferisce parlare dell' Unione Sovietica".
SILVIO! Lascia che i morti seppelliscano i loro morti e dì verità scomode a chi parla di diritti senza parlare di doveri! Ho il dubbio che non solo tu non sia liberale, ma che non sappia nemmeno cosa sia il liberalismo.

Seconda parte: Domenica 12 marzo, a "In 1/2 ora" su Raitre.
Lo sappiamo bene: la Annunziata è una giornalista faziosa. Se ha davanti Toni Negri gli fa dire tutte le castronerie che costui voglia senza aprire bocca, ma se ha davanti Fini, Casini o Berlusconi non gli lascerà parlare tranquillamente per un minuto. Ma se sai che ogni parola che dirai sarà usata contro di te è solo colpa tua se lasci scoperto il fianco.
SILVIO! Non puoi dire certe frasi! Se dici all' Annunziata "Mi chieda cos' abbiamo fatto in questi cinque anni" la gente poi penserà che sei abituato a metterti d' accordo con i giornalisti sulle domande che ti fanno. E non puoi dire "Io sono un liberale e decido per me stesso", perché sei ancora (ed a questo punto spero per poco) Presidente del Consiglio.

Ah, comunque se qualcuno mi dice che Berlusconi controlla la Rai gli rido in faccia.

giovedì, marzo 09, 2006

Vile, sporco, sanguinante denaro.

In un blog spagnolo ho letto questa frase (traduco):
«Tutto questo nonostante l' unico partito che mi rappresenti abbia per nome quello di “Libertà” e per bandiera la spagnola.»

La frase mi è piaciuta, ho deciso di farla mia: «L' unico partito che mi rappresenta ha per nome "Libertà" e per bandiera...»
Quale bandiera?

La bandiera italiana?
La bandiera della mia Patria, che nonostante questo ogni giorno vedo più allo stesso modo in cui gli interisti vedono la bandiera nerazzurra? (Con il massimo rispetto per gli interisti, in fondo al cuore lo sono un po' anch' io.)

Forse la bandiera spagnola, della terra che per nove mesi mi diede casa, amici ed allegria quando vi andai in Erasmus?

O la bandiera della Repubblica di Venezia, simbolo dell' unico Stato degno di questo nome che per secoli ci fu in Italia, dove più che in ogni altro c' era la Libertà (o un germe di essa) sebbene sia ormai solo un ricordo?

O forse la bandiera azzurra delle dodici stelle?

La bandiera europea ce l' abbiamo tutti: in tasca. Non so di nessun altro Stato che abbia messo la sua bandiera sulle banconote, come a dire che la bandiera una certa sacralità ce l' ha, e non è il caso di sminuirla dandola in mano a chiunque.
La bandiera europea viaggia liberamente da un Paese all' altro, da una mano all' altra, senza controlli, come le persone. Parlano lingue diverse, ma la spesa la fanno nella stessa valuta. Il Libero Mercato Unico. Salvo poi che la Francia chiuda la porta alle imprese energetiche italiane, l' Italia la chiuda alle banche spagnole, la Spagna alle imprese energetiche tedesche...
La bandiera europea se ne va lontano dalla sua casa, finanzia progetti di sviluppo in tutto il mondo. Ha finanziato per anni l' Autorità Nazionale Palestinese quando era governata da persone dall' atteggiamento equivoco, e continuerà a finanziarla ora che è governata da persone che non hanno più un atteggiamento equivoco: fanno parte di un partito esplicitamente classificato come "terrorista". Con 123 milioni di dollari al mese.

No, la bandiera europea non merita di essere la bandiera del mio partito.
Nemmeno la bandiera italiana o spagnola, Né quella di nessun altro Paese europeo.
Avrebbero dovuto dire "NO" fino a che non fossero stati revocati i finanziamenti, o uscire dall' Unione sbattendo la porta.

...sento un irrefrenabile stimolo di evasione fiscale...

L' unico partito che mi rappresenta ha per nome "Libertà" e per bandiera quella israeliana.

domenica, marzo 05, 2006

Borghezio a Padova, riflessioni.

Mi piace discutere con chi non la pensa come me. Anzi, diciamo che non parlo quasi mai di politica con persone "vicine alla mia linea". Questa è una delle ragioni per cui qualche settimana fa andai a sentire Prodi, quando venne a Padova per fare un comizio.
Allo stesso modo mi piace bazzicare tra blog e siti di sinistra, come questo.

Giovedì sera, nel bar vicino a casa mia lessi un articolo sulla Padania (Lì hanno quella), nel quale si diceva più o meno "Invece di far venire immigrati dal Maghreb, facciamone venire dall' Africa Subsahariana, per dove sono passati missionari cristiani e la popolazione è essa stessa cristiana". Incredibile esempio di razzismo e xenofobia! è evidente che ci troviamo di fronte ad un abuso della libertà di stampa! (Le razze non esistono, ma ditemi: è fisicamente più simile ad un "caucasico" un marocchino o un subsahariano? Il colore della pelle del primo è sicuramente più chiaro!)
Sinceramente quel messaggio non mi sembra né razzista né xenofobo. Guarda all' altro per quel che ha nella testa (e non sulla pelle o in tasca) e lo accoglie cercando ciò che accomuna. Sto facendo uno stravolgimento per caso?

Ve lo scrivo io un discorso intollerante, piuttosto. I neretti sono miei.

La sfida più grande dell' umanità:

Oggi l' umanità è di fronte ad un grave pericolo. Il fondamentalismo islamico sta salendo e l' odio sta fermentando nelle menti di milioni di musulmani. Questo odio deve essere contenuto, o ci saranno disastrose conseguenze. Noi crediamo che l' educazione è la sola risposta. Gli intellettuali musulmani devono capire che l' Islam è una falsa dottrina e devono fare sì che il resto del mondo islamico conosca la verità. L' islam è una religione che prospera sul presupposto arrogante che sia la religione più logica, più scientifica e più perfetta. Mentre il fatto è che è la dottrina più stupida - la più retrograda ed assurda credenza. Una volta che la verità sull' Islam divenga opinione comune, verrà indebolita ed il fanatismo islamico perderà le sue armi. Centinaia di miliadi di dollari sono spesi per combattere il terrorismo islamico, ma nessuno sforzo è fatto ancora per contenere l' ideologia dietro al terrorismo. È nostra opinione che il terrorismo islamico non sarà eliminato a meno che e finché l' ideologia che lo appoggia non sia esposta e sradicata. Questo è quel che intendiamo fare.

Secondo voi chi ha detto questo? Borghezio? Calderoli? Oriana Fallaci?
No, l' ho trovato sulla pagina iniziale di http://www.apostatesofislam.com/, dove ne dicono anche di peggiori su Maometto e sul Corano.
¿Sarà che alla fine la Lega un po' di ragione ne ha?

giovedì, marzo 02, 2006

Pregiudizi...

Questa dichiarazione di Prodi mi ricorda l' editoriale di Eco su Repubblica dell' 8 maggio 2001 (quello passato alla Storia come ammissione della presunzione di superiorità morale della sinistra, tanto per intenderci).

Quanto piacerà a Romano sapere che quel poco di TV che vedo è al 90% Raitre.